Ponti Velda. Faenza (Ravenna), 1934. Pittrice. A 14 anni, si iscrive alla Scuola di Pittura e Scultura di Francesco Nonni, dove apprende la tecnica pittorica. La prima personale si tiene nel 1957 a Faenza, seguita, nello stesso anno, da una seconda mostra al Circolo Artistico di Cortina d’Ampezzo. Da questo decennio comincia a frequentare le grandi mostre, come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Numerose sono le personali che ordina nei decenni successivi, soprattutto in area emiliano-romagnola, ma anche a Firenze, Roma, Mantova, Siena e in altre città. Allestisce anche personali all’estero: a Rijeka nel 1976, a Chamaliers nel 1988 e in Spagna, in una rassegna itinerante, nel corso del 1993. La Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Suzzara le dedica una personale nel 1991. L’artista, fin dalla fine degli anni Cinquanta, stringe amicizia con i pittori faentini Biancini, Zauli e Romagnoli. Nel 1968 conosce Sergio Vacchi e Mattia Moreni, il quale riveste un ruolo importante per la sua formazione pittorica: con lui, infatti, opera dal 1983 al 1985. Tematiche caratteristiche della poetica dell’artista sono, fin dagli esordi, l’angoscia e la violenza – espresse nel suo ciclo “naturalistico” che proseguirà per vari anni – e le inquietanti metamorfosi di vegetali in animali terrificanti, con l’ingrandimento di particolari fino a un gigantismo brutale. Negli anni Ottanta nelle sue opere si riscontra un’espressività violenta e una materia cromatica densa. Nel corso degli anni Novanta, infine, si volge invece verso una serie di dipinti in cui il colore dà forma a collage neodadaisti, in cui il legame tra parola e immagine si fa sempre più stretto. Bibl.: Velda Ponti, Cesena, 1998.
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