Ponti Velda
1990Olio su tela e carta100 x 100 cm
"L'opera proviene da personale 1991 tenutasi in Galleria. Con la serie ""Identita' dimenticata"" la pittrice puntualizza la fase violenta, tellurica del suo organicismo materico: le forme sono sfasciate, afigurali, decise solamente dalle masse di colore, dato per grumi, per forte spessore materico, a rilievo, quasi aggettante. L'artista, romagnola, attenta ossevatrice fin da piccola delle bellezze della natura, si e' sempre posta di fronte ad esse in modo contemplativo seppur critico, spinta dal desiderio di interpretarla. Ancora bambina subisce le impressioni violente della guerra alla fine della quale, ad appena 14 anni, si iscrive alla scuola di pittura e scultura di Francesco Nonni per apprendere le tecniche, prevalentemente pittoriche, che le serviranno ad esprimere l'angoscia e la violenza nel suo ciclo ""naturalistico"" che proseguira' per vari anni. Caratteristici della sua produzione in questa fase sono le metamorfosi di vegetali in animali terrificanti e l'ingrandimento di particolari che portano ad un gigantismo brutale, quasi privo di speranza. Nel 1968 conosce Sergio Vacchi e Mattia Moreni ed e' quest' ultimo l'incontro piu' importante per la sua formazione pittorica. Nel 1977 conosce Franco Gentilini, nel cui mondo onirico si riconosce. Dagli incontri sempre piu' frequenti con Moreni trae proficui stimoli e nel 1983 inizia una collaborazione continuativa che interrompe nel novembre 1985 per divergenze di impostazione culturale. "
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