Sciavarello Nunzio


Sciavarello Nunzio. Bronte (Catania), 1918. Pittore, disegnatore e incisore. Frequenta, nella sua città natale, la Scuola Comunale di Disegno. Esordisce alla XVII Promotrice d'Arte di Catania; nel 1950 partecipa alla mostra degli artisti siciliani che la Biennale ha ordinato presso la Galleria Bevilacqua La Masa di Venezia ed espone alla XXV Biennale di Venezia. L'anno dopo è alla VI Quadriennale di Roma e tiene la prima mostra personale presso la Galleria Cairola di Milano. Nel 1953 partecipa su invito alla seconda Biennale di San Paolo del Brasile e ad alcune mostre all'estero di arte italiana. Per circa vent'anni realizza le illustrazioni dei libretti delle opere e dei concerti del Teatro Bellini di Catania. Dal 1955 si susseguono le personali in tutta Italia e nel 1964, a Catania, ha luogo una mostra riassuntiva della sua opera grafica. Nel 1972 a quarant'anni dall'inizio della sua attività pittorica, è organizzata a Bronte, sua città natale, una mostra antologica. Del 1976 è un'altra importante mostra antologica nelle sale di Palazzo Serbelloni a Milano. Proseguono, nei decenni seguenti, le mostre personali in Italia e all'estero. Fervido animatore culturale, fin dal 1949 promuove l'istituzione dell'Istituto d'Arte a Catania e nel 1963 è chiamato alla cattedra d'incisione dell'Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 1967 rientra definitivamente a Catania, dov'è tra i fondatori dell'Accademia di Belle Arti. Nel 1975 gli viene conferito dalla Presidenza della Repubblica il riconoscimento di prima classe (medaglia d'oro), quale benemerito della cultura e dell'arte. Nel 1936 l'artista si trasferisce a Roma, dove guarda, soprattutto, alla pittura della Scuola Romana. Nel 1940 realizza le prime incisioni nella scuola di Mino Maccari, del quale è allievo. Il disegno e l'incisione hanno un ruolo centrale nella sua attività artistica. Soggetti prediletti della sua figurazione sono personaggi e situazioni della quotidianità, resi con un segno essenziale e veloce, pungente e vivace. Bibl.: Arte moderna italiana, n. 106, Catania, 1993.